Il giovane assiolo

L’arrivo di questo assiolo resterà senza dubbio nella storia del nostro centro. Il nanerottolo è arrivato al CRAS gli ultimi giorni di giugno, periodo di riproduzione della sua specie. Era stato trovato da chi ce l’ha portato a Cogoleto (GE), fermo ai piedi di un albero, in un’aiuola. Va specificato che i pulli (i piccoli) di rapace di norma non andrebbero raccolti, perchè sono nidifughi e quindi tendono a lasciare il nido ancor prima di aver imparato a volare. Tuttavia, una volta raccolto e portato da noi non poteva più essere rimesso dov’era prima e non potevamo certo rifiutarlo! Fatto sta che l’esserino che ci era stato consegnato era un vero e proprio gufetto bonsai, pesante pochi grammi, ancora ricoperto da un folto piumino grigio.

Abbiamo subito fatto in modo che si sentisse a suo agio lasciandolo da solo, e con sorpresa abbiamo scoperto che era incredibilmente confidente. Si faceva afferrare con delicatezza dai volontari quando era il momento di farlo mangiare o di pulire il suo “nido”, e ricambiava il contatto con quelle che sembravano delle vere e proprie effusioni! Certo, era davvero difficile non affezionarsi a quella palletta di piume, ma dovevamo sempre tenere in mente la regola principale di ogni CRAS che si rispetti: ridurre al minimo i contatti per evitare che un selvatico si affezioni troppo all’uomo.

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Con tanta pazienza e moltissimi pasti al giorno a base di cuoricini e fegatini di pollo, il nostro piccolo assiolo andava crescendo e mettendo sù il piumaggio definitivo. A inizio agosto il piccolo rapace era di una spettacolare livrea criptica e munito dei tipici ciuffetti da gufo. Era arrivato il momento di lasciarlo andare, ma è stato un processo graduale per non rilasciare in natura un animale impreparato. Abbiamo posizionato il suo nido all’esterno del centro, e ogni giorno l’assiolo marcava visita e ci veniva a trovare forse ancora legato alla sua vecchia “dimora”. Tuttavia era ormai perfettamente in grado di volare, e un bel giorno non tornò più. Ci è innegabilmente dispiaciuto separarci da lui, ma pensare a quel piccolo delinquente che vola libero nei boschi è fonte di grande gioia e orgoglio per noi. Magari chissà, avrà pure effettuato con successo la sua prima migrazione!

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