18 GENNAIO 2010
Come ve lo immaginate uno che maltratta gli animali?
Bieco, con l’espressione truce? Lo sguardo cattivo ? magari con in mano un bastone per picchiarli,
e con una sensibilità per la sofferenza pari a quella di un paracarro ?
Ebbene, se avevate questa fantasia, eravate completamente fuori strada.
No, per maltrattare degli animali, basta essere un giudice del TAR della Liguria
( cioè il Tribunale Amministrativo Regionale) chiamarsi con l’improbabile nome di
Oreste Mario Caputo ( dottor O.M. Caputo, ovviamente) ed avere in mano, i
nvece di un nodoso bastone, una penna, aver vinto un concorso e ricevere un
lauto stipendio da tutti noi.
Un passo indietro: due anni fa le Guardie Zoofile ENPA, in collaborazione con la Polizia,
intervengono per il caso di un maneggio e canile nel Comune di Né ( entroterra di Chiavari)
e scoprono un orrore fatto di animali in stato di abbandono, sporchi e denutriti,
al punto che alcuni di essi dovranno essere portati via dal “lager” in barella e non riusciranno,
nonostante le cure, a salvarsi.
Tra gli animali sequestrati ci sono anche alcuni cavalli.
Il coraggioso Sindaco di quel Comune emette una ordinanza con la quale fa divieto
ai responsabili dello scempio di detenere altri animali, cioè vieta a questi individui
la detenzione di qualsiasi animale!
I proprietari degli animali ricorrono contro tale provvedimento del Comune .
E qui entrano in scena i giudici del TAR.
Con un primo provvedimento, a firma del suddetto Caputo sospendono
il provvedimento del Sindaco.
Perché?
Semplice, perché il signor ( pardon dottor) Caputo argomenta che vi è un gravo danno
( per gli animali….. penserete voi) no,
per i proprietari dei cavalli che …. poverini…. sono stati privati di una fonte di reddito.
(ma quale reddito che stavano morendo di fame?)
Non contenti , gli stessi giudici, alla fine annullano il provvedimento del Sindaco,
per cui praticamente riconsegnano a costoro una sorta di “licenza di uccidere”
impunemente altri animali.
In sostanza, secondo questi signori, il diritto degli animali di veder tutelate le proprie condizioni
non conta un accidente e quello che importa è l’interesse economico di chi li detiene.
Non sappiamo se tutti i giudici amministrativi la pensino così, ma certo questo raro esempio
di virtù civili che risponde al nome di Oreste Mario Caputo, in compagnia di altri due
che si fanno chiamare Davide Ponte, consigliere e Pierpaolo Grauso, refendario ,
questo hanno scritto nei loro provvedimenti.
Bravi ! che bell’esempio di sensibilità e rispetto per i deboli !
Cari animali siete avvisati: se vi trovate a vivere in Liguria, pregate di non capitare mai i
n qualche causa presso il TAR ed in particolare dai signori ( pardon dottori) Caputo, Ponte e Grauso.
Girate alla larga, perché in quelle ovattate stanze certi concetti
( di rispetto per gli animali, di attenzione al loro benessere, di ingiustizia verso chi non li cura)
non ci sono ancora arrivati e chissà se mai ci arriveranno.
Per non dimenticare guardate su edicola la storia di Né e poi “godetevi” le foto degli animali
appena liberati dal lager.